Dopo un inverno attivo e partecipato, caratterizzato da risvegli e prese di coscienza in campo nazionale ed internazionale ci siamo ritrovati/e come associazione a valutare la possibilità di un momento di riflessione e di comunicazione fra membri di una società civile attiva per capire insieme quali priorità di temi dare a questo momento di formazione estivo. I movimenti : delle donne,dei comitati referendari,dei gruppi politici impegnati nei mutamenti della società,delle associazioni in difesa dei diritti di coloro che sono scesi in piazza per chiedere democrazia (popoli del Mediterraneo) o valutare la democrazia incompiuta(giovani spagnoli),sono ancora attivi e ci chiedono attenzione. La nostra scuola estiva di alta formazione ha avuto fin dalla sua nascita la caratteristica di soffermarsi di volta in volta su un tema che avesse impegnato e segnato nel tempo recente l’opinione di una società in lento ma costante mutamento, ora aiutando questo mutamento,ora promuovendo la formazione di un giudizio critico sugli accadimenti che hanno formato la nostra storia contemporanea. Quest’anno , a mio avviso il fermento di idee è tale che troviamo arduo o meglio prematuro farne un’analisi e valutare la sua complessità .Pensiamo, pertanto, di prenderci un anno sabbatico che ci permetta attraverso una partecipazione attiva ai vari movimenti, sopra nominati,una migliore visione d’insieme e nel contempo un’attenzione al particolare. Questo ci permetterà di crescere e far crescere uno spirito critico che è poi quello che abbiamo sempre perseguito e intendiamo perseguire.
La nostra personale partecipazione ad altri convegni significherà un momento di crescita e preparazione così come ci permetterà di ascoltare opinioni altre.La Scuola Estiva si articola in due sessioni : una propriamente estiva e l’altra che ha luogo nei mesi di gennaio o febbraio dell’anno seguente. Intendiamo tener fede a questo ultimo appuntamento e ne daremo conferma nel prossimo mese di novembre.
Scuola Estiva di Alta Formazione2011
Pubblicato da admin su luglio 14, 2011
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Summer School on economics and social affairs
Pubblicato da admin su dicembre 7, 2010
The School, which reached its V edition in august 2010, was founded by a group of academic women experienced in various branches of study and research like philosophy, economics,anthropology,right and politics to prepare women to face the problems concerning women in Europe , in the Mediterranen region ,East and Middle east. The school was conceived by a scientific committee inside the cultural association named Peoples, Rights an Cultures under the direction of Dr.Magda Tomei who coordinates the seminars. The aim of the Summer School is to work in nets with women who live in different parts of the world and want to improve their economical situations to fight injustice and poverty and avoid discrimination at any level they are operating.The School started in 2006 to study Anthropology and Right under a gender point of view, in relation to Women of the Mediterranean area.We continued analysing the various religions and the religious influence on women. We focused women’s efforts to enter business and economics world.Strictly connected with these topics we started to consider communication at the basis of women success.And the latest two subjects we treated as fundamental have been “The respect of Right and Rights at the root of a new model of economics” followed by the latest seminar that was about Sustainable growth and gender differences .We are looking for contacts and collaborative actions with foundations and associations which are involved on the same specific field.
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Scuola Estiva di Alta Formazione 2010
Pubblicato da admin su maggio 7, 2010
Sviluppo sostenibile e differenze di genere
Problemi interni ed internazionali a riguardo della partecipazione di genere
Viareggio 23 – 27 agosto 2010
Una valutazione della società attuale prevede un’analisi socio-politica delle differenze. Conflitti culturali, modelli di riferimento di tipo mediatico e virtuale con immagini e uso del corpo hanno reso urgente una considerazione sull’identità di genere che parta dall’identità femminile nella sua reale presenza fisica e nella espressione delle sue competenze. D’altro canto il modello attuale di sviluppo economico, sociale e politico in cui la logica del profitto pervade ogni aspetto della vita quotidiana discriminando la partecipazione di genere , non indica una via percorribile alle generazioni future. Dobbiamo valorizzare o incentivare il contributo delle donne nell’organizzazione della vita pubblica. Un contributo che si esprime con modalità diverse nell’uso delle risorse, nella scelta degli spazi, nella dimensione dei tempi. Ci interessa trovare delle alternative all’attuale atteggiamento femminile di mercificazione del corpo voluto nell’ottica di un potere che ha dimensioni e caratteristiche esclusivamente maschili. Tale potere si è riscontrato ampiamente limitativo dell’identità femminile e delle sue peculiari esigenze. Una ricerca di alternative prevede una ricerca delle cause di questo atteggiamento, una valutazione storica delle trasformazioni che sono avvenute dal 1995,Conferenza di Pechino, ad oggi. E’ necessaria una chiarificazione, per quanto possibile,sulle ragioni per cui nel mondo occidentale sia avvenuto un arresto e in alcuni casi un arretramento nell’emancipazione della donna, mentre nei paesi in via di sviluppo le donne stanno faticosamente emergendo e dando una propria impronta ad uno sviluppo che costituisce ricchezza per tutto il genere umano. Il segretario delle Nazioni Unite Ban Ki Moon sostiene che l’uguaglianza di genere e la responsabilizzazione delle donne siano fondamentali per il raggiungimento di pari diritti, ed afferma che “l’eguaglianza per le donne e le ragazze rappresenta anche un imperativo economico e sociale. Finché le donne e le ragazze non saranno libere da povertà e ingiustizia, tutti i nostri obiettivi, tra cui pace, sicurezza e sviluppo sostenibile, sono a rischio.”
Come quelli che lo hanno preceduto a scadenza annuale questo seminario vuole usare un linguaggio che vada oltre quello mediatico e al tempo stesso eviti il linguaggio specialistico legato al mondo accademico .Si vuole altresì promuovere una cultura che coniughi scientificità di contenuti e semplicità di espressione per essere il più possibilmente condivisa.
Dalla Risoluzione del Parlamento europeo del 25 febbraio f 2010 su Pechino +15: Piattaforma d’azione delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere .
Il Parlamento europeo ,
– visti la Quarta conferenza mondiale sulle donne, svoltasi a Pechino nel settembre 1995, la dichiarazione e la piattaforma d’azione approvate a Pechino e i successivi documenti finali adottati in occasione delle sessioni speciali delle Nazioni Unite Pechino +5 e Pechino +10 sulle ulteriori azioni e iniziative per attuare la dichiarazione di Pechino e la piattaforma d’azione, adottate rispettivamente il 9 giugno 2000 e l’11 marzo 2005,
A. considerando che, nonostante gli sforzi messi in atto, gli obiettivi strategici della piattaforma d’azione di Pechino non sono stati raggiunti, che permangono l’ineguaglianza e gli stereotipi di genere e le donne si trovano ancora in una posizione subordinata rispetto agli uomini nei settori affrontati nella piattaforma,
G. considerando che il tema scelto per la 54ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite sulle condizioni della donna (la cosiddetta riunione “Pechino +15″) è la revisione della piattaforma d’azione di Pechino e il contributo alla definizione di una prospettiva di genere intesa a garantire la piena realizzazione degli Obiettivi di sviluppo del Millennio,
1. sottolinea che, nonostante i progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi strategici della piattaforma d’azione di Pechino, l’ineguaglianza e gli stereotipi di genere permangono e le donne si trovano ancora in una posizione subordinata rispetto agli uomini nei settori affrontati nella piattaforma;
5. esorta la Commissione a tenere conto, nell’elaborare la strategia di monitoraggio per la sua tabella di marcia, della crisi economica e finanziaria, dell’impatto del cambiamento climatico sulle donne, dello sviluppo sostenibile, dell’invecchiamento della società, della condizione delle donne appartenenti a minoranze etniche, segnatamente delle donne Rom, nonché delle priorità dell’attuale tabella di marcia: la pari indipendenza economica di donne e uomini, tra cui il sottopunto 1.6 sulla lotta alla discriminazione multipla subita dalle donne appartenenti a minoranze etniche e dalle migranti; la conciliazione della vita professionale con quella familiare e privata, la pari partecipazione di donne e uomini al processo decisionale, l’eliminazione della violenza di genere; l’eliminazione degli stereotipi di genere nella società e la promozione dell’uguaglianza di genere nelle politiche esterne e di sviluppo,
8. sostiene fermamente l’istituzione della nuova entità delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere, che riunisce mansioni strategiche e operative, e invita tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite, in particolare gli Stati membri dell’Unione europea, a garantire che la nuova entità disponga di congrue risorse finanziarie e umane e sia guidata da un sottosegretario generale dell’ONU competente per l’uguaglianza di genere;
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